Una costruzione di:

COMUNE DI BITONTO

Informazioni Edificio
PALAZZO STORICO - TEATRO TRAETTA

Galleria Fotografica

Storia dell'edificio

L’idea di dotare Bitonto di un teatro pubblico nacque agli inizi dell’Ottocento, quando nella città si diffuse un forte fermento culturale e musicale. La comunità cittadina, spinta da un gruppo di 21 galantuomini facoltosi e illuminati, decise di costruire un teatro che potesse ospitare opere liriche e spettacoli di livello pari a quelli dei maggiori centri pugliesi.

Nel 1835, ventuno famiglie bitontine (tra le quali le famiglie Rogadeo, Sylos (Sylos-Calò), Traversa, Donadio) costituirono una società di azionisti con l’obiettivo di finanziare la costruzione del teatro.
Il progetto venne affidato all’architetto napoletano Antonio Niccolini, lo stesso che aveva lavorato al Teatro Piccinni di Bari e al San Carlo di Napoli. Il terreno scelto era parte dei giardini della famiglia Ambrosi, nei pressi delle mura antiche della città.
I lavori si conclusero in pochi anni, e il teatro fu inaugurato il 15 aprile 1838 con l’opera La Parisina di Gaetano Donizetti. L’edificio, chiamato inizialmente “Nuovo Teatro Ferdinandeo”, era un classico teatro all’italiana: pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi più loggione, decorazioni sobrie e armoniose.

Negli anni successivi all’apertura, la struttura necessitò di modifiche e sistemazioni urbanistiche.
Fu allora che intervenne Luigi Castellucci (1797 – 1877), architetto e ingegnere bitontino, già noto per vari progetti cittadini.
Castellucci ebbe un ruolo importante nella sistemazione dell’area circostante il teatro: nel 1851 curò l’apertura della strada che collega Piazza Plebiscito a Largo Teatro, migliorando l’accessibilità dell’edificio; progettò interventi sulle coperture e sulla zona scenica, compromesse da problemi costruttivi dovuti alla rapidità dei lavori originari; supervisionò opere di consolidamento e manutenzione delle strutture murarie e del tetto.
Il suo contributo tecnico e urbanistico fu determinante per la piena integrazione del teatro nel tessuto urbano di Bitonto e per la sua sopravvivenza nei decenni successivi.

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, il teatro subì numerosi restauri e cambi di denominazione: da “Teatro Ferdinandeo” divenne “Teatro Umberto I”, in onore del re, e infine, dopo un lungo periodo di abbandono, “Teatro Traetta”, in omaggio al compositore bitontino Tommaso Traetta (1727 – 1779).
Nel 1972 un violento nubifragio provocò il crollo delle coperture e l’edificio rimase inagibile per decenni.
Solo alla fine degli anni ’90 furono avviati i lavori di restauro complessivo, che si conclusero nel 2005 con la riapertura ufficiale del teatro alla città.
Il Teatro Traetta è oggi uno dei principali simboli culturali di Bitonto e parte della Rete dei Teatri Storici di Puglia.
Ospita stagioni di prosa, danza, lirica e concerti, e rappresenta un punto d’incontro tra la tradizione architettonica ottocentesca e la rinascita culturale contemporanea della città.

Video Presentazione

Chi ha realizzato questo edificio

Scopri tutti i professionisti e le aziende coinvolte

Altre costruzioni

di COMUNE DI BITONTO

PALAZZO STORICO - ORFANOTROFIO MARIA CRISTINA DI SAVOIA

PALAZZO STORICO - ORFANOTROFIO MARIA CRISTINA DI SAVOIA

PALAZZO STORICO - PALAZZO GENTILE

PALAZZO STORICO - PALAZZO GENTILE

PALAZZO STORICO - PALAZZO PANNONE FERRARA

PALAZZO STORICO - PALAZZO PANNONE FERRARA