La residenza apparteneva al ramo bitontino della nobile famiglia Gentile, di origine normanna: un ramo della famiglia, trasferitosi da Barletta a Bitonto nel XVI secolo, consolidò qui la sua presenza tramite il matrimonio di Troiano Gentile con la nobildonna locale Angela Vulpano.
Agli inizi del XIX secolo i protagonisti furono due fratelli: Diego Gentile (che visse a Napoli e partecipò alla spedizione napoleonica in Russia) e Vincenzo Gentile, fervente carbonaro e committente dell’edificio.
Il palazzo fu costruito nel periodo tra il 1848 e il 1860, affidato agli architetti Luigi Castellucci (1798-1877) per il “Palazzo Gentile Senior” e Raffaele Comes (1825-1891) per il “Junior”.
Dal punto di vista stilistico è un significativo esempio di neoclassicismo in Puglia: la facciata è ordinata su uno zoccolo alto, con alternanza di finestre, arcate cieche, lesene doriche e ioniche, cornicioni aggettanti, e balaustre d’epoca.
Internamente, la pianta è quadrangolare con un cortile porticato e uno scenografico scalone centrale che richiama modelli vanvitelliani (rampa centrale con scaloni laterali).
Il palazzo si trova in Corso Vittorio Emanuele II n. 41 a Bitonto.
All’epoca della sua costruzione, questa strada – che si sviluppava al di fuori delle antiche mura cittadine – era parte della trasformazione urbanistica di Bitonto: l’espansione del “Borgo” extra-moenia e la creazione di nuovi assi viari e spazi verdi.
Originariamente i due palazzi della famiglia Gentile – uno di fronte all’altro – erano immersi in un grande giardino all’italiana che li circondava su tre lati, annesso alla villa comunale sorta nel 1905.
Dopo l’estinzione del ramo privato, gli immobili furono occupati da entità pubbliche e private (es. banca, uffici statali).
Nel 1931 il Comune acquistò il palazzo da Maria Pia Fenicia (vedova Gentile) per 540.000 lire.
Durante il secondo conflitto mondiale, nel 1943, l’edificio fu requisito dalle truppe alleate; dopo il 1946 tornò in uso civile e furono restaurati gli interni (ingegneri Binetti e Spera, arch. Mongiello, decorazioni del prof. Raffaele Catucci).
Oggi è sede della amministrazione comunale di Bitonto.
Il Palazzo Gentile rappresenta per Bitonto il simbolo della città post-unitaria proiettata verso il futuro, pur radicata in un passato aristocratico e culturale.
L’architettura e la qualità decorativa lo rendono uno dei punti di riferimento per l’arte neoclassica locale, rafforzando l’identità urbana e storico-culturale.
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di COMUNE DI BITONTO